
L’accesso alle immagini della videosorveglianza da parte di un Assessore Comunale è disciplinato da normative specifiche, in particolare dal Regolamento UE 679/2016 (GDPR) e da disposizioni nazionali volte alla tutela dei dati personali. Le immagini raccolte attraverso telecamere di videosorveglianza rappresentano infatti dati personali qualora permettano di identificare individui, come volti o targhe, e la loro gestione deve rispettare i principi di necessità, proporzionalità e finalità stabiliti dal GDPR. Inoltre, i tempi di conservazione delle immagini sono generalmente limitati a 24-48 ore, salvo deroghe motivate da circostanze eccezionali.
La specifica per l’Assessore Comunale
Nel caso specifico, il ruolo dell’Assessore Comunale non include, salvo situazioni particolari, compiti che giustifichino un accesso diretto a tali immagini. L’accesso a questi dati è normalmente riservato a soggetti autorizzati, come il personale incaricato della gestione del sistema di videosorveglianza o autorità con funzioni di sicurezza pubblica. Tuttavia, l’Assessore può accedere ai filmati solo seguendo una procedura formale. In particolare, è necessario presentare una richiesta scritta adeguatamente motivata, che specifichi chiaramente le finalità e l’entità dell’accesso richiesto. La richiesta dovrà essere valutata dagli organismi competenti, che potranno autorizzare l’accesso solo se risulta conforme alle finalità previste dalla normativa.
Misure a protezione dei dati personali per le immagini della videosorveglianza
Qualora l’accesso venga autorizzato, sarà necessario adottare misure per proteggere i dati personali rilevati dai filmati. Si raccomanda di anonimizzare, per quanto possibile, le informazioni non pertinenti, consentendo così all’Assessore di visionare esclusivamente i dati strettamente necessari all’adempimento delle sue funzioni. In ogni caso, l’accesso non può essere né arbitrario né decontestualizzato, ma sempre ancorato a esigenze legittime e specifiche.
